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Alternanza Scuola-Lavoro

con l'Istituto tecnico industriale Giovanni XXIII

By Carlo 12-02-2018

Anni scolastici
2015-2016 
2016-2017
e
2017-2018

By Carlo 13-03-2017

Per l'anno scolastico 2017-2018, il progetto Alternanza Scuola-Lavoro diventa qualcosa di ancora più grande. Integra più discipline, più progetti e più classi non solo per la componente elettronica... 


L'anno scolastico 2015-2016 è stata per noi la prima esperienza con l'Alternanza Scuola-Lavoro indetta dal MIUR per gli istituti formativi verso le imprese, incluse quelle del terzo settore. 

Un interessante esperienza per noi e per la classe del terzo anno di elettronica dell'Istituto tecnico industriale Giovanni XXIII.

Per l'anno scolastico 2016-2017 si è replicato con le Terze e le Quarte (in realtà sarebbero una classe per anno, ma avendo accorpato due classi, si arriva a 25-27 studenti, quindi mi sento di chiamarle "classi"),  Si tirano le somme al termine di un periodo intenso.

Ma partiamo dall'inizio.
 Siamo stati coinvolti in quanto spazio di condivisione e non un'impresa del tipo "tradizionale". Come per l'altra iniziativa, “Torno Subito”, alla quale ci siamo proposti per la Fase 2, dove, dal 2016 compare anche la parola CoWorking, che, contrariamente a come lo è per noi, ancora non è così diffusa e diventata patrimonio di tutti (specie tra i ragazzi, per i quali è pressoché sconosciuta).
Durante i seminari che abbiamo tenuto per i ragazzi, come primo argomento, abbiamo spiegato loro cos'è, quindi, il CoWorking in generale e in particolare il nostro. Che tra l'altro fa parte di una rete di coworking e makerspace romana: CoRete.
Il nostro è uno Spazio, dove professionisti, ognuno con le proprie esperienze di vario genere, s'incontrano in un luogo di condivisione. Non è solo, come normalmente si dice, una semplice "sostituzione" del classico concetto dell'ufficio affittato a costi più bassi, perché la crisi ha costretto le piccole imprese o i freelance che non possono più permettersi alti costi di gestione, a tagliare. E' qualcosa di più. E' utilizzare le postazioni, nomadiche (per chi viaggia di continuo o per chi ne ha bisogno solo saltuariamente) o fisse che siano, in spazi open o stanze separate, sapendo che nello stesso Spazio, ci sono altre realtà con le quali scambiare opinioni o condividere le necessità o le proprie esperienze, o per meglio, conoscenze.
Ed è così che, due "spazi" diversi per natura, incontrandosi, danno luogo ha un Terzo Spazio, che non è la somma dei due precedenti, ma qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non esisteva. Così architetti, designer, elettronici, informatici o artigiani di varia natura possono "contaminarsi", in senso positivo, e sviluppare le proprie idee, ma, soprattutto generarne di nuove. Questo semplicemente perché non sapevano le potenzialità che gli altri avrebbero potuto offrire.
Così, ai ragazzi, abbiamo presentato una realtà che è un po' l'antitesi del "posto fisso" e del datore di lavoro, non perché non possano aspirarvi, al contrario glielo auguriamo, ma perché possano cominciare ad abituarsi a una delle nuove possibilità che si creano, quando altre non ci sono più o sono in netta diminuzione. Nonostante per alcuni di loro fosse "troppo presto", per pensare a quello che incontreranno fra almeno altri due anni (la classe di partenza, lo ricordiamo era una terza superiore), si sono ricreduti e, almeno speriamo, hanno cominciato a riflettere sul proprio futuro e a porre già da oggi le basi, di preparazione teorica e pratica della loro futura professionalità. 

Il primo corso, è stato orientato nello spiegare quali sono le possibili declinazioni del termine Impresa. E' stato tenuto dai nostri amici della società Stazione Lavoro, in particolare dalla Dottoressa Loredana Rosa Uliana, che si occupa da molti anni della formazione e assistenza nella consulenza fiscale e del lavoro (con i quali abbiamo avviato, tra l'altro, il progetto Sportello PRO.DE., per offrire informazione, formazione, assistenza e consulenza per la progettazione per l’accesso ai finanziamenti a livello comunitario, nazionale, regionale, provinciale e comunale). 
Quindi, “Impresa, o Azienda, a Scuola”, è più un percorso, che un corso, che ha portato i ragazzi a conoscere le varie forme giuridiche dell'impresa tradizionale, ma anche a toccare con mano quali saranno le realtà con le quali si troveranno, molto probabilmente, a interagire. Questo, soprattutto, su richiesta del personale della scuola, in particolare la Professoressa De Santis e il Preside Professor Allega, visto che nell'attuale piano dei loro studi, non sono previste materie giuridiche. Hanno quindi conosciuto, molti per la prima volta, in particolare la formula della StartUp. Il nuovo concetto di fare impresa, con caratteristiche ben precise, che a volte, vengono un po' troppo generalizzate e usate per includere tutto ciò che semplicemente inizia in questo periodo storico. Fare una StartUp, quindi significa avere spirito imprenditoriale (e su questo abbiamo constatato che la maggioranza netta di loro era orientata più verso realtà di tipo imprenditoriale o comunque di libero professionista), ma avere anche regole ben precise.
Questo percorso si è quindi concluso con un'applicazione pratica, sviluppando dei casi di studio, con dei Business Plan per la realizzazione di idee, proposte dai ragazzi stessi. E, anche se non tutti hanno dimostrato lo stesso interesse, alla fine, particolarmente nella sezione pratica, si sono sentiti molto coinvolti e i gruppi di lavoro hanno comunque "prodotto" qualcosa anche in tempi brevi... E hanno così realizzato, che in fondo non è così presto per coltivare una loro passione o idea, ma soprattutto hanno realizzato che possono guardarsi intorno già da ora, per non trovarsi impreparati quando poi dovranno orientare il loro percorso, qualunque esso sia, universitario o lavorativo. Quest'anno per la quarta si è proseguito nel percorso, con la "Gestione del Tempo", come si "Negozia un accordo" e perché no, "Come ci si Presenta". Quest'ultima nozione, vale per chi dovrà fare un colloquio di lavoro con un Datore. Per chi dovrà presentare il proprio progetto a un Imprenditore. Per chi vorrà chiedere dei soldi a un Finanziatore. Va di moda parlare di Elevator_pitch, e comunque spesso ci si trova a presentare la propria idea in poco tempo. E in questo tempo che dobbiamo convincere, perché dovrebbero darci il finanziamento, presentare qual è la nostra idea, come pensiamo di realizzarla, con quali risorse economiche e umane e, infine, perché noi e non altri! Abbiamo intergrato, specie per la Quarta, un po' in pillole, un intero corso di Public Speaking.

Il secondo seminario, invece, è stato cablato sulle loro esigenze. Sempre su orientamento della Professoressa, gli argomenti trattati sono stati: la sensoristica e la Domotica. Anche qui, come per le StartUp, gli argomenti non sono stati scelti perché mode del momento, ma perché sono le applicazioni pratiche più vicine alle realtà che si troveranno di fronte a breve. La prima volta solo diciassette alunni, di una terza, Quest'anno ci sono state anche le quarte, per un totale di più di cinquanta alunni e il prossimo anno ancora, anche le quinte. Il MIUR, da quest'anno ha annunciato che sarà motivo d'ammissione agli esami per il prossimo anno! Sempre più importante diventa quindi il percorso da fare insieme.
Noi ce la mettiamo tutta per trasmettere quello che noi chiamiamo il "morbo", quella passione per la robotica e per l'elettronica in genere che all'interno de ilterzospazio esiste per natura, ospitando l'associazione Officine Robotiche ed essendo un MakerSpace (uno spazio dove si fa, qualcosa in più del vecchio concetto di semplice Laboratorio).
Essendo una classe di elettronica, ovviamente abbiamo orientato il corso su argomenti a loro inerenti, ma le stesse tematiche trattate sono in realtà quelle che noi proponiamo per i nostri corsi di robotica, dalla base a quelli avanzati, e informatica. 
Con questi due temi, sensoristica e domotica, apparentemente specifici, in realtà ci si può includere di tutto. Come per la robotica, che può essere utilizzata per insegnare i fondamenti di molte discipline: dalla fisica, alla meccanica, alla matematica, all'elettronica, all'automazione e volendo estendere anche discipline come la biologia o altre non prettamente scientifiche. Così quello che nella sessione pratica hanno sperimentato con mano, programmando un piccolo Robot per inseguire una linea su un "campo di gioco", hanno visto, esempi tipici di come acquisire grandezze del mondo reale (come la temperatura, l'umidità, il suono, la luminosità o altro) e poi gestire attuatori (dai motori alle semplici lampade) in funzione dei primi. Hanno così realizzato, che è semplicemente un fattore di scala, di complessità e qualità dei prodotti utilizzati, ma che in fondo, il semplice robottino, la Domotica in una casa o l'Impianto di Automazione Industriale in una realtà complessa, non sono, almeno concettualmente, così lontani tra loro. Abbiamo cercato di spiegare ai ragazzi, che possono ancora utilizzare metodologie tradizionali, come per la progettazione di un impianto elettrico in casa, o, avvicinarsi, soprattutto mentalmente, verso quello che saranno le prossime realtà per tutti. E che quindi, nascere ora professionalmente e rimanere ancorati a vecchi schemi, può portare a una rapida obsolescenza della propria professionalità.
Così, anche se il loro orientamento è elettronico, devono metter in conto, in funzione soprattutto delle loro attitudini che, non possono troppo prescindere dal saper anche programmare, progettare o modellare in tre dimensioni e utilizzare tutti gli strumenti che hanno oggi a disposizione. Non ultime le macchine a controllo numerico, come quella che stiamo allestendo nei nostri laboratori, indipendentemente se sarà utilizzata come stampante 3D, come fresa, taglio laser o come semplice plotter.
Abbiamo poi acceso il dibattito, anche questo attualmente molto di moda nei media, sul fatto che i Robot possano sottrarre forza lavoro umana. Chissà se la domanda posta loro sul chi progetterà, realizzerà e manterrà tutta questa nuova tecnologia ha lasciato qualche piccolo germe, facendoli riflettere che, in fondo loro non sono destinati alla catena di montaggio (stile Charlie Chaplin in Tempi Moderni per intenderci), e neanche alla cosiddetta "manodopera specializzata"; ma dovranno essere pronti a qualcosa di più, almeno fin tanto che i robot non lo faranno da soli (ma questo lo lasciamo agli appassionati di fantascienza).

Tutto questo, per sfatare, la credenza di alcuni, che l'Alternanza Scuola-Lavoro, sia semplicemente un mascherare sfruttamento di lavoro minorile o comunque un lavoro per l'impresa svolto gratuitamente da giovani studenti. Beh, a noi è costato molto in termini d'impegno, struttura e persone coinvolte (in particolare il nostro Roberto Tacconi, come docente tecnologico, e Loredana Rosa Uliana, la nostra amica docente per la parte di consulenza aziendale). Certo c'è ancora tanto da fare! Si dovrebbe partire un po' prima, per farli arrivare un po' più motivati, appassionati, convinti che sono loro che possono determinare il proprio futuro. Ben lungi dal sostituirci a genitori o scuola, cerchiamo però di dare dei consigli, diciamo da fratello maggior (come ho lungamente attinto io dal mio), dando una panoramica abbastanza ampia delle possibili declinazioni del mondo del lavoro, e soprattutto dei nuovi trend...

Speriamo di aver contribuito alla crescita di qualcuno. Abbiamo sicuramente margini per migliorare e per proporci anche ad altre strutture, ma lo sperimenteremo il prossimo anno ancora con le nuovi classi!


@ilterzospazio con #AlternanzaScuolaLavoro